In fiore

Non c’è stato bisogno di raggiungere terre lontane per rimanere sorpresi e incantati dallo spettacolo di un grande ciliegio in fiore. A volte basta una passeggiata in un borgo di collina per scoprire meravigliosi spettacoli naturali.

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Leggende

 

     Secondo alcune leggende il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato.
E delle speranze che in cuor nostro serbiamo.

 

Capitolo(Spiaggia del Capitolo, Monopoli-Bari)

 

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Nevicata

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Durante lo scorso fine settimana in tutta Italia si è registrato un repentino abbassamento delle temperature, sicchè in molte località ha nevicato anche a bassa quota.

Per quanto ami il mare, non sono indifferente alla meraviglia di un paesaggio imbiancato, quindi, avendo appurato che avesse nevicato almeno un po’ anche in un posto non lontano da casa, ieri mattina sono andata a dare una sbirciata.

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Frutto di stagione

melagrana

Ode alla melagrana

   – Federico Garcia Lorca –

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,

un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna!

                    

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Autunno

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Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d’alberi e d’abisso.
Aspra pena il nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.

 

-S. Quasimodo- 

Tappeto d'autunno

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Stelle

Chi l’ha detto che le stelle si possono vedere solo nel cielo di notte?

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“Estate”

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 “Estate”

Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.
Salvatore Quasimodo
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