La curiosità

Secondo Heat-Moon – convinto che il viaggiatore distratto perda tutti i benefici che può trarre dal viaggio- l’uomo diventa la propria attenzione perché l’osservazione e la curiosità lo plasmano e lo riplasmano continuamente.

Etimologia: curioso – stessa radice di cura – una volta significava “colui che osserva con cura”, attentamente. Forse il tonico della curiosità potrebbe contrastare la sensazione paralizzante che la vita si muova inesorabilmente verso l’assurdo. Assurdo, peraltro, deriva da una parola latina che significa “sorso, ottenebrato”. Forse il viaggio, tramite l’osservazione di ciò che è ovvio e ordinario, può essere una terapia, un mezzo per far sì che l’occhio esterno apra l’occhio interno. I vecchi segnali presso gli attraversamenti incustoditi dei binari ammonivano: FERMA, GUARDA, ASCOLTA. E’ ciò che Whitman ha definito “il profondo insegnamento della ricezione”.

Un nuovo modo di osservare può indurre la scoperta di cose nuove: il radiotelescopio ha individuato quasar e pulsar, il microscopio a scansione elettronica ha evidenziato i flagelli dei batteri. Ma proviamo a ribaltare la domanda: le cose nuove inducono un nuovo modo di osservare?

 

Da Strade blu, W. Least Heat-Moon

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

La prova e la guarigione

Le cose che vanno in pezzi sono una specie di prova e anche una sorta di guarigione,

noi pensiamo che il senso sia superare la prova, o superare il problema, ma la verità è che le cose non si risolvono, tornano ad unirsi e poi rivanno in pezzi.

Poi si riuniscono di nuovo e di nuovo cadono a pezzi.

Funziona così. La guarigione arriva quando si lascia spazio affinchè tutto ciò accada:

spazio per il dolore e per il sollievo,

spazio per la sofferenza e per la gioia.

Alla fine, solo nella misura in cui ci esponiamo ripetutamente, ciò che è indistruttibile in noi può essere trovato.

scogli

Pema Chödrön

Maestro Buddista

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

Come scrivere bene: venti consigli di Umberto Eco

 

scrittura4 In un’epoca in cui attraverso le nuove tecnologie è molto facile divulgare pensieri ed opinioni e forse anche per tale motivo in molti finiscono per sentirsi “scrittori”, mi piace e mi sembra quanto meno doveroso riprendere i suggerimenti del grande filosofo e scrittore Umberto Eco. Sulla rivista “l’Espresso” egli curava la rubrica “La bustina di Minerva”, che divenne poi anche un libro, da cui sono tratti alcuni preziosi, quanto ironici, consigli su come si scrive bene, da ritener validi, naturalmente, anche per gli scritti di carattere privato.

 

Leggi tutto “Come scrivere bene: venti consigli di Umberto Eco”

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

I dieci libri

 

libri1  Spopola sul web da qualche settimana l’ennesima “catena di nomination” reciproche. Questa volta il tema è bibliografico e il compito è quello di stilare una lista dei “Dieci libri che hanno segnato la tua vita”. Sapevo che mi sarebbe toccato, stavo solo contanto quanto tempo avrebbe impiegato a raggiungermi. Ieri sono stata nominata anche io e, seppur restia, credo che non mi sottrarrò al gioco.

  Premetto che un elenco di dieci libri è troppo breve: i testi che hanno lasciato un segno nella mia vita sono molti di più! In realtà ognuno dei libri che leggo mi lascia qualcosa, che si tratti di narrativa, di saggi, di manuali… Di qualcuno ho perso i particolari nei meandri della memoria, ma magari ricordo che mi è piaciuto, oppure che mi è risultato ostico, oppure se non ricordo neanche di averlo letto, so per certo che non è stato granchè significativo per me (e intanto corro ai ripari per recuperare la mancanza!)

Leggi tutto “I dieci libri”

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS