Sul coraggio

“Il coraggio serve per cambiare il Mondo, per essere se stessi, per credere nel futuro.

Il coraggio serve per andare avanti, oppure per iniziare qualcosa senza avere nessuna garanzia di successo.

Se stai cercando la persona che ti cambierà la vita, guardati allo specchio: sei più coraggioso di quanto credi, sei più libero di quanto sembri, sei più uomo di quanto pensi.”

 

(Cit. Aldo Rock)

 

 

 

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

“La preghiera delle Madri”: un movimento per la Pace

In Israele è avvenuto un piccolo grande miracolo quasi completamente ignorato dai Media: migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato insieme in Israele per la pace. Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone “Prayer of the Mothers”, “La preghiera delle Madri”, insieme a donne e madri di tutte le religioni, mostrandoci che la “musica” sta cambiando e deve cambiare. Un miracolo tutto femminile che vale più di mille parole vuote ed inutili. Non perdete l’emozionante video che lo documenta, con l’invito a divulgare la notizia di questa iniziativa, di cui qui sotto c’è la storia.

Leggi tutto ““La preghiera delle Madri”: un movimento per la Pace”

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

La bellezza all’improvviso

Il cuore d'improvviso ci apparve in mezzo al petto

Il Rione Fornelle si trova nel cuore di Salerno (in Campania), è uno dei suoi quartieri storici. Con lo scopo di donare vitalità e creatività ai suoi spazi pubblici, la Fondazione Alfonso Gatto, che prende il nome dal noto poeta e scrittore, sta coordinando il progetto “Muri d’Autore”, che prevede la realizzazione di opere d’arte pittorica e la trascrizione di liriche sui muri degli edifici. L’obiettivo è quello di conferire un ruolo sociale alla poesia come strumento di riqualificazione urbana e miglioramento della vita dei cittadini.

Amore notturno

Fermarmi qui

 Altre immagini delle opere realizzate sono presenti nella galleria fotografica allegata.

Non si vede bene che col cuore

La nostra vita non è un'inezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi tutto “La bellezza all’improvviso”

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

Frutto di stagione

melagrana

Ode alla melagrana

   – Federico Garcia Lorca –

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,

un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna!

                    

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS

Autunno

CIMG9102

Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d’alberi e d’abisso.
Aspra pena il nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.

 

-S. Quasimodo- 

Tappeto d'autunno

Stampa o Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • PDF
  • RSS