Cioccolato in tazza: passione antica

In questi giorni di gran freddo, l’unica cosa che andrebbe di fare è starsene rintanati al calduccio, magari godendo -senza troppi sensi di colpa- di una buona cioccolata calda.

Ma qual è l’origine di questa gustosa bevanda? Per saperlo bisogna fare un bel salto indietro nel tempo…

Quando gli Spagnoli nel 1519 entrarono in Tenochtitlan, la favolosa capitale degli Aztechi, tra le varie manifestazioni di sontuosità assisterono a quella dell’imperatore Moctezuma servito con più di cinquanta bicchieri d’oro contenenti “schiuma” di cioccolato. Non potevano immaginare che questa bevanda, ricavata dai semi della pianta del cacao, sarebbe diventata tra le più diffuse al mondo.

Il cronista Bernal Dìaz del Castillo, che ci ha lasciato il resoconto più ampio della conquista del Messico, era convinto di una cosa: gli Aztechi bevevano il cacao per avere maggior successo con le donne. E’ risaputo oggi -ma dovevano essersene resi conto anche in passato- che uno dei componenti del cioccolato è la fenilalanina, la stessa sostanza chimica che presente nel cervello che viene rilasciata quando vengono stimolate forti emozioni. Bevendo cioccolato si sta bene e si allentano i freni inibitori…

Per gli Aztechi la bevanda era molto più di un afrodisiaco. Il cacao era centrale nella concezione del potere politico e determinante nei rituali, compresi quelli funerari o legati ai matrimoni. Un documento del 1545 in nahuatl, la lingua degli Aztechi e di altri popoli del Messico antico, attesta che il cacao veniva utilizzato anche come moneta: la paga giornaliera di un “fattorino” era di cento semi di cacao, mentre ce ne volevano il doppio per acquistare un tacchino. Nonostante l’importanza economica e culturale di questa bevanda presso le popolazioni precolombiane, fino a poco tempo fa si aveva solo una vaga conoscenza della sua storia. Nell’ultimo decennio si sono si sono fatti molti passi avanti. Antichi vasi di creta con tracce del gustoso ritrovato sono stati oggetto di analisi da parte della Hersey Company, il più grande produttore di cioccolato negli Stati Uniti. I risultati più sorprendenti si sono avuti nell’ambito della datazione, per cui veniamo a sapere che già nel 2000-1500 avanti Cristo la bevanda sarebbe stata nota e consumanta: “sopravvissuta” per millenni all’interno di questi manufatti, la teobromina, un amaro alcaloide della pianta del cacao, scissa in laboratorio dalle altre componenti, ha fornito la prova.

Ad oggi restano sul campo svariate teorie riguardo al significato del cacao presso gli antichi. L’unico dato derto è la sua bontà, sublime “tentazione” anche al giorno d’oggi.

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